Vecchio è (sempre) peggio?

Diranno i maligni che sto mettendo le mani avanti, che inizio a sentire il tempo che passa. E’ possibile.

Tuttavia, leggendo stamattina il pezzo su MacCityNet, ho avvertito quasi un disagio, come una nota stonata. Ho percepito qualcosa che non mi convinceva del tutto. Un po’ sì — ma non del tutto.

Android Marshmallow è riuscito nella difficile impresa di fare peggio del suo predecessore Lollipop accentuando un trend che pare non esserci verso di invertire.

Ora, non è il caso di fare un’analisi estesa e ragionata della frammentazione esistente nel mondo Android. E’ un cavallo di battaglia di ogni sano fanboy di Apple (e con qualche ragione, bisogna ammetterlo). Tuttavia qualcosa vorrei dire, sento che si può utilmente aggiungere.

Ed il punto è questo: è davvero un problema non avere l’ultimissima versione del sistema operativo? E’ davvero un problema non essere totalmente up-to-date? O la questione vera è forse un’altra?

Prendere tempo, andare piano, forse vale anche per la tecnologia, a volte…

Non sarà magari che la rincorsa al nuovo rischia a volte di tramutarsi nella spinta del mercato a consumare più possibile? Spendere, il più possibile?

Correre sempre, e non sostare?

Mi spiego. Io ho lasciato il mondo telefonico della mela cedendo un iPhone 5, apprezzabilmente aggiornato, anzi aggiornatissimo, e tuttavia ormai (in alcune applicazioni) lento come un elefante assonnato. Niente da dire, mi ha servito bene negli anni — e non è colpa sua se adesso mostra dei limiti, è evidentemente una responsabilità di questa bizzarra rincorsa hardware-software per cui al progredire delle funzionalità delle applicazioni, si rende necessario un aumento delle risorse hardware, e così via.

Dunque aggiornatissimo ma lento.

Voglio dire, perfino il mio iPad2 è aggiornatissimo, ed è (comprensibilmente) ormai quasi inusabile, a meno di non essere molto compenetrati di pazienza Zen.

A proposito di Zen e di tablet, ho acquistato da poco un ASUS ZenPad S80 ad un prezzo molto ragionevole. Problema, è fermo anche lui ad Android 5. Problema davvero?

Forse il punto non è essere aggiornatissimi, comincio a pensare.

E ribaltando l’argomento: se una cosa funziona bene, che problema c’è se non ha l’ultima versione del sistema operativo? Piuttosto mi preoccuperei di altre cose, tipo

  • gli aggiornamenti di sicurezza. Il sistema, anche se non porta il numerino progressivo più avanzato, deve essere aggiornato in termini di sicurezza. Questo sì (esempio, ZenPad è stato aggiornato come patch di sicurezza, appena pochi giorni fa).
  • fatto salvo questo, se il sistema è ancora compatibile con la gran parte delle applicazioni che posso scaricare, direi che non mi pongo troppi altri problemi.

Io mi sono traghettato dall’iPhone 5 al Galaxy Note 3, acquistato usato da un amico (a prezzo di amicizia, appunto). Hardware decisamente superiore ad iPhone5, ma ovviamente modello non nuovissimo. E come tale, con una versione di Android che non è l’ultima, ma ahimé ferma alla versione 5.0.

Eppure va molto più fluido del mio vecchio iPhone (lodevolmente aggiornato, in termini di versione di iOS). Posso ancora caricare qualsiasi app e usarla senza particolare problema.

Di converso, spesso aggiornare il sistema operativo serve a rendere ancora più desueto l’apparecchio che si sta usando; spesso — non sempre, chiaro — il nuovo è più esoso del vecchio, in termini di risorse.

Perché Ubuntu fornisce una versione Long Term Support che viene manutenuta per ben cinque anni (ovvero, fino al 2021, un termine temporale informaticamente lontanissimo), in termini di sicurezza e aggiornamenti critici?

Mi chiedo, allora: è così essenziale che io adesso non abbia l’ultima versione di Android? Non è forse una rincorsa che posso permettermi — almeno un po’ — di lasciar andare?

Possiamo qui concederci un po’ di sana e ponderata lentezza?