Problemi di coppia…

Come coppia intendo io ed Apple, in questa specifica circostanza. Non so, ma sto raccogliendo piano piano diversi elementi che mi portano a pensare come una certa fase del mio rapporto con la tecnologia si stia chiudendo. O perlomeno, se volete, trasformando. La fase dell’innamoramento quasi incondizionato per i prodotti con la mela morsicata, specificamente parlando. Molte cose mi portano verso questa ipotesi.

Del resto, le fasi si aprono e si concludono. Gli innamoramenti, a volte, finiscono. Anche quelli tecnologici (o soprattutto quelli). Per me, almeno, è così. Ed è anche l’interesse specifico, per me, di mantenere un blog come questo. Per avere un tracciato storico dell’andamento delle mie passioni. Vederle a distanza di tempo, capire come ero. Intersecarle con opinioni e passioni di altre persone. Riflettere su distanze e prossimità, riguardo la situazione di oggi.

Se ci fosse bisogno di dirlo (ma non credo) post come quello che state leggendo sono largamente emotivi, si appoggiano certo ad un contenuto tecnico, lo prendono come spunto, ma non vivono interamente dentro il medesimo. Per cui sono in larga misura opinabili e possibilmente un pochino faziosi. Questo va tenuto presente nell’analisi di ciò che verrà detto di seguito.

Riflettendo, il vero motivo per cui sono entrato in iOS è stato il software, come più volte detto in questa sede. Ed è proprio questo il motivo per cui mi sto un po’ distaccando, allo stato presente. Qualcosa già accennata nel mio precedente post su Android, che riprendo ed approfondisco qui di seguito.

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Mi scusi, scende alla prossima anche lei? O rimane in iOS...?

Signorina mi scusi, scende alla prossima anche lei? O rimane in iOS…?[/caption]

Complessivamente, mi pare che le ultime mosse di Apple per il software su iOS non abbiano contribuito a rendere l’ecosistema più chiaro e fruibile. Anzi, per me è l’esatto contrario. Sarò io (ed è possibilissimo), ma non ci capisco più niente.

Non ci capisco più niente in Foto. Prima era abbastanza facile ed intuitivo, collegare il telefono al Mac, vedere il numero di nuove foto che sono ancora da importare, eventualmente cancellare quelle sul telefono per fare spazio (lo spazio sui dispositivi Apple è prezioso, è noto che non puoi — ad esempio — inserire una schedina SD di capacità doppia, perché… non puoi proprio inserire alcuna schedina SD). Ora non capisco quali e quante sono le nuove foto, non riesco a capire nemmeno quali sono le foto che sono sul telefono e quelle che sono nel cloud. Abbastanza irritante, devo dire.

Al confronto, il nuovo Foto di Google è molto più comprensibile. Fa il suo lavoro di mettere le nuove foto nel cloud, senza tutto il meccanismo complicato di sincronizzazione tra i vari dispositivi, sul quale si appoggia Apple. Avere tutto in un posto solo, universalmente accessibile e consultabile (perfino da un computer di un amico), mi sembra più semplice. Poi ci sono quelle che voi potreste definire quisquilie… ma perché tu, Apple, mi metti lo sfondo bianco sotto le foto, che infastidisce, mentre Google correttamente imposta uno sfondo nero (prova, vedrai che differenza). Siamo d’accordo che lo sfondo chiaro è in linea con lo stile attuale di iOS (che un po’ ti ceca gli occhi), ma se questo va a detrimento della funzionalità, io un pensierino ce lo farei.

Non ci capisco più niente nemmeno in Musica. Da quando hanno introdotto Apple Music, il servizio di streaming — sul quale inizialmente ero anche entusiasta — davvero non ci capisco più nulla. E’ perfino un po’ contorto (almeno finché non ti spiegano come fare) capire la musica che hai sul dispositivo, quella per l’ascolto offline. L’intento — in principio lodevole — di presentarti su ogni dispositivo la tua intera collezione, alla fine si rivela per l’utente, estremamente confusionario. Non giova, peraltro, il fatto che le copertine degli album che hai su altri dispositivi, spesso vengono caricate sbagliate. No, non mi ci trovo. Tanto che sto aspettando che scada il periodo di prova gratuito per ritornare probabilmente a Rdio e tornare, spero, a capirci qualcosa nei miei iTunes sui vari dispositivi. Insomma, sarò io, ma quest’estate non sono riuscito ad utilizzare iPhone come lettore musicale, a differenza degli altri anni. Con Google Music invece mi sembra molto più facile: si capisce benissimo quello che c’è sul dispositivo e quello che hai online, disponibile eventualmente per lo streaming o lo scaricamento. Senza contare che ti permette di caricare praticamente tutta la tua musica sul cloud, gratis. Anche qui, riesco a comprendere assai meglio il “paradigma Google”, per il quale esiste sempre e comunque una pagina web alla quale ti puoi collegare per esplorare la tua completa collezione (di foto, di musica, di libri etc…). E tipicamente hai applicativi assolutamente cross platform (per Apple, il mondo esterno a iOS o OSX in linea di massima non esiste: vaglielo a dire al mio peraltro ottimo tablet Nexus 7).

Ribadisco, quando sono entrato in iOS (parliamo di gennaio 2013), non c’era Google Play Music, non c’era Google Photo. Oppure Google Film, per dire. Eri in balìa di una pletora di strumenti software anche validi, ma molto diversi tra loro. Insomma, quello che mancava al tempo, era un ecosistema alternativo sufficientemente coeso e omogeneo. Ora, mi pare, c’è.

Dunque il fattore software non mi pare più — almeno per me — un motivo valido per rimanere in iOS.

Poi ci sono altre piccole cose. Minuzie, direte voi. Che però alla fine pesano. Tipo, perché per caricare iPhone 5 mi devo portare appresso un cavetto, per iPad 2 un altro, mentre tutti gli altri dispositivi (tablet Nexus 7, lettore di ebook Kindle…) usano tranquillamente lo standard micro USB? Perché quello stesso cavetto, comprato nuovo all’Apple Store, costa (verificato ieri) la imbarazzante cifra di 25 EURO? Ma vi pare corretto?

C’è il fattore prezzo, appunto. I prodotti Apple sono assolutamente ben fatti e magnificamente incartati, non c’è possibilità di disaccordo su questo. D’accordo, il modello appena uscito iPhone 6s è veramente carino. Anzi. Con un prezzo che viene certificato non inferiore ai 779 EURO (il modello più ..ehm.. “economico”) è ben più che carino. E’ proprio caro. E mi riferisco al modello a 16 GB, che a questi livelli è una memoria veramente esigua (no, non si può estendere…).

Certo, come ho letto in qualche blog, nessun dottore ordina di acquistarlo.

E’ corretto, naturalmente.

Io però posso sentirmi libero di pensare, per il successore del mio iPhone 5 (quando sarà), ad una alternativa fuori dal mondo Apple. Un mondo esterno che, in questi anni, si è evoluto moltissimo.

Chiaro, per chi ha molti soldi, l’acquisto di un prodotto Apple ti garantisce comunque un prodotto di altissimo livello, e una assistenza assolutamente senza paragoni. In fondo, è questione di scelta, appunto. Il fatto è che per me (nella mia situazione finanziaria, potrei dire) non è più accettabile spendere quasi mille euro per uno smartphone. Come è parimenti irritante dover spendere 25 euro per un cavetto.

Dunque massimo rispetto e totale ammirazione per i prodotti Apple, come sempre. Se però il prezzo per stare in questo bellissimo e pulitissimo autobus è quello che mi pare che sia, credo tanto che sarò costretto scendere alla prossima.