Prime considerazioni su Windows-10

Niente su Windows 10 sembra poter essere scritto senza aprire con l’inquadrare questa versione rispetto al suo predecessore. La “narrativa” (come piace dire oggi) adottata alla quasi unanimità è che Windows 8 deluse e addirittura confuse le genti; che MS ne prese atto, e che si saltò Windows 9 proprio ad indicare la distanza e la discontinuità tra i due OS.

Mi è parso che tutte le recensioni oggi su Windows 10 presentano riconoscibili parole chiave e simili scalette di argomentazioni, e sembra un consenso che lascia un gusto piuttosto “marketing”. Ho avuto qualche difficoltà ad incontrare articoli che mi dessero opinioni e considerazioni sulla qualità dell’interazione o comunque che si avventurino oltre il semplice listino delle novità introdotte.

Per esempio, non ho incontrato nessuna parola spesa riguardo la scomparsa del menu radiale di OneNote. Eppure gli upvote di quel feedback sono arrivati alle stelle in poche ore da quel Mercoledì 19 luglio, data di rilascio di Windows10

Nonostante ci sia un consenso generale sul fatto che Windows 8 non piaccia, ricordo che anche quello fu accolto da un simile entusiasmo dalle recensioni di allora, che, anche li, mi parvero alquanto allineate negli argomenti e nelle parole chiave snocciolateci dentro. Staremo a vedere quale sarà tra qualche mese la narrativa su Windows 10 che si sedimenterà una volta che le cicale abbiano terminato con il loro canto spontaneamente unificato.

Quello che segue sono le impressioni di uno a cui Windows 8 invece piacque tanto e di cui l’apprezzamento per la innovazione, l’ambizione, la praticità e l’eleganza di quel OS non conobbe ammaccatura sin dai tempi in cui ne fui pioniere delle release RC.

Impressioni personali su Windows 10

Nonostante Windows 10 apporti dei miglioramenti visivi che io auspicavo da anni, introduce anche svariati pasticci seri su molteplici fronti. Usabilità, flessibilità e perfino le funzionalità vengono ridotte, e a volte anche di molto.

Entrerò in più dettaglio su diversi di questi pasticci, ma a episodi, perché mi accorgo che se aspetto che completi il blog con almeno i problemi più rilevanti, trattengo in draft troppo a lungo questo pezzo per avere qualche interesse. Infatti, tra qualche settimana tutti saranno concordi, anche senza dover necessariamente sapere esattamente il perché, che Windows 10 è malriuscito.

EPISODIO 1: IMPRESSIONI GENERALI

Comincio con dare via il finale: le mie impressioni su Windows 10 sono pessime. Il sistema operativo presenta gravi problemi, e una pletora di incompletezze sparse ovunque. La rottura con il passato ha in questo caso implicato anche la rottura vera e propria delle funzionalità. Tante cose infatti non funzionano più. Tante altre funzionano peggio. Il tutto sembra essere stato concepito nella più totale assenza di ogni direzione, piuttosto sembra un ibrido di compromessi, timorosi passi indietro risultati in passi falsi. Da l’impressione di essere stato rilasciato in grande fretta, con User Experiences (user stories) pensate male e implementate in fretta e con verifiche sulla qualità insufficienti.

https://twitter.com/50nerdsofgrey/status/640985632941064192

Come spiegato da molti, con Windows 10 si è voluto cambiare direzione. Anche quando questo cambio non fosse poi accompagnato da perdite di funzionalità e importanti intoppi nel flusso dell’interazione, di per se sarebbe già sufficiente per rivelare una leadership creativa alla Microsoft allo sbando. Probabilmente un direttore cambiato, uno VP aggiunto, chi lo sa. Ma è un andamento che purtroppo demolisce tanto di quel ottimismo che in me ed qualche raro altro osservatore si veniva vieppiù solidificando grazie a tre releases fondamentali: XP, Windows 7 e Windows 8. Su Vista, invece, siamo tutti d’accordo. XP dimostrò finalmente una robustezza accettabile, soprattutto comfrontata con il precedente ME, che fu secondo me la più fragile di tutte le versioni Windows mai rilasciate, e anche non. Windows 7 introduceva per la prima volta elegantissime interazioni seconde a nessuno per l’innovatività e il focus sull’esperienza utente, insieme con la riarchitettura del kernel che lo portarono alla robustezza richiesta per applicazioni professionali di audio e video fino ad ora territorio di Apple. Windows 8 poggiava su tutte le conquiste del precedente l’aspetto touch e tablet, con la coraggiosa introduzione di nuovi e fini paradigmi di interazione e con il tempo rilevatisi ammirevolmente ben pensati e di cui, io credo, molti ne sentiranno la mancanza, soprattutto grazie alle incompetenze della leadership del team di Windows 10.

Windows 10 rinnega i paradigmi di interazioni pensati con la precedente versione, in parte per le critiche levatesi, e parte per un aumentata attenzione ad un Windows per telefonini. Così si è voluto eliminare quell’aspetto più innovativo e si è cercato un compromesso di interazione cattivo e triste. (Aspetto innovativo, aggiungerei, che lasciava praticamente inalterata il modello di interazione del precedente windows, se si esclude il quello splash-Start che di diverso aveva solo la grafica, e che semplicemente aggiungeva il livello di interazione per tablets e touch screens.) Windows 10 appare essere un lavoro visibilmente incompiuto, niente affatto più bello (al mio gusto almeno, con l’eccezione delle finestre) e lontanissimo dal corrispondere alle parole del marketing che lo sta fortissimamente spingendo per l’upgrade dall’8 e il 7. Leggerlo definito come “il miglior windows di sempre” aggiunge dubbi sulla capacità attuale di Microsoft di poter capire bene la situazione.

In altre parole, Windows 10 non funziona. Presenta una quantità di problemi inaccettabili, piccoli e grandi malfunzionamenti, sbavature e interazioni inconcludenti che trasformano l’esperienza dell’utente in svariate lotte testarde o tentativi alla cieca per operazioni banali. Ho filmato alcuni di queste miei momenti. Windows 8, a prescindere dal fatto che le numerose aggiunte modalità di interazione piacciano o meno, non mi si presentò mai incompleto, né, come W10, si ostinò in cicli di interazioni perversi che non portavano da nessuna parte. Al contrario, mi fece vivere tanti inaspettati momenti “wow” che erano fino ad allora una prerogativa per lo più delle devices Apples.

Windows 10, che in fotografia si presenta elegante e sobrio, offre una disfunzionalità di interazione che alimenterà con grande efficacia il ravvivarsi della diffusa opinione negativa sul sistema operativo Windows, proprio appena era riuscito a far germogliare due o tre foglioline dell’esilissima crescita dell’albero del “cambio di percezione”, almeno in termini di robustezza. Cambiare la percezione di un prodotto è lento e accade solo dopo una lunga serie di successi indipendentemente dal loro singolo riconoscimento. Questa release interrompe questa sequenza, e lo fa nella maniera più efficace, spargendo nel nuovo Windows elementi di mala-interazione che sono piccoli, tanti e diffusi, lasciando all’utente casuale un sapore vago di bruttezza, fragilità, confusione e anche ostilità, ma senza che se ne abbia necessariamente la consapevolezza delle cause specifiche di tali impressioni.

Scrivere il mio disappunto per Windows 10 è molto difficile, per diverse ragione. Prima di tutto, come dicevo prima, per la diffusione del problema, che è sparso dappertutto e, trattandosi di interazioni GUI, è tedioso da descrivere e da leggere.

Poi perché ci sono le ragioni strategice del prodotto, che sono considerazioni meno tecniche, ma che a me interessano molto.

Terzo perché il mio punto di partenza è un punto che io ho la consapevolezza non sia condiviso affatto, ossia che Windows 8 è un fantastico sistema operativo.

Ho deciso di condividere le mie impressioni nononstante questi ostacoli, contando che con il tempo si possa condividere non solo quanto Windows 10 sia un fallimento su tutti i fronti (tecnici, eleganza e strategici), obbiettivo alquanto facile da raggiungere, ma che qualcuno possa anche cominciare a rivalutare l’ambizione e il carisma di Windows 8 come soluzione, eleganza e strategia.

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