Kindle vs. Kobo, chi vince?

Diciamo intanto che per molti versi ci stiamo complicando l’esistenza. Sì, perché in un certo senso prima era più semplice. Volevi leggere un libro, lo acquistavi, e via. Eri pronto per leggere.

Al massimo, c’era l’incertezza se comprare il libro in edizione economica (qualora ci fosse) oppure concedersi il “lusso” della copertina rigida, e della stampa più “pregiata”.

Ora le cose sono più articolate. Decisamente.

Vuoi leggere un libro? Bene. Intanto decidi se vuoi leggerlo in formato cartaceo o digitale. Se scegli la seconda opzione, devi anche decidere che ecosistema adottare. Sappiamo che al momento il Kindle e il Kobo sono i due ecosistemi più diffusi, almeno sul territorio italiano. Così è spontaneo cercare di capire quale sia la scelta migliore.

Premetto, sono un utente Kindle da diverso tempo. E sono abbastanza soddisfatto, devo dire.

Però sono anche curioso, insanabilmente curioso. Tanto che alla fine non ho resistito, non ce l’ho fatta. Approfittando di uno sconto temporaneo (gli sconti temporanei sono irresistibili, un’ora prima della scadenza acquisti sempre), ho preso il Kobo Glo HD.

Formalmente, l’ho preso per poterci caricare gli epub senza necessità di conversione (vedi lista qui sotto), nella verità allo scopo di giocarci e comprendere le caratteristiche dei diversi ambienti (perché ogni lettore è appena una porta di ingresso ad un ambiente diverso, con differenti modalità di fruizioni e diverse opzioni e possibilità).

Per completare scientificamente la mia indagine, ho acquistato nello store Kobo un paio di libri che avevo anche sul Kindle, appositamente per valutare le differenze. Ecco, visto che dopotutto è stato preso apposta, vediamo qualche cosa che emerge dall’uso quotidiano.

Vi anticipo l’informazione sintetica (se avete fretta): a mio modesto avviso, non vince nessuno. Tutto dipende dal peso che ogni utente assegna a certe caratteristiche.

Premessa: qui ci occupiamo poco o niente dell’hardware (incluse le differenze nelle varie generazioni di modelli), nella convinzione che sia in ogni caso sufficientemente adeguato ad espletare la funzione che gli è stata assegnata: permettere di leggere libri. Presupponiamo solo un Kindle o un Kobo recenti e con il sistema operativo aggiornato.

Ulteriore doverosa premessa: come vedrete, molte differenze — la maggior parte— sono dovute al software distribuito dalla casa madre. E dunque possono cambiare da un momento all’altro.

Andiamo dunque ad incominciare. Se ci dovessero essere errori o imprecisioni, mi scuso in anticipo e vi chiedo anzi di segnalarmelo, così che possa correggere. Anzi, magari sarebbe bello aggiornare questa lista se vengono fuori altre differenze!

  • Lo schermo del Kindle è ottimo. Lo schermo del Kobo, invece, è ottimo :-)
  • Il Kobo ha i numeri di pagina. Il Kindle ha un suo sistema di numerazione, più preciso ma anche più cervellotico (tranne che per certi libri dove sono presenti anche i numeri di pagina)
  • Il Kobo legge anche il formato epub (lo standard aperto “d’elezione” per gli ebook), il Kindle no. Gli epub aperti vanno convertiti con qualche programma apposito, e non è detto che il risultato sia sempre perfetto.
  • Sul Kobo si possono leggere i libri coperti dal (deprecabilissimo, ma assai diffuso) Adobe DRM, anche acquistati altrove. Sul Kindle niente di tutto questo.
  • Gli store del Kindle e del Kobo, a quanto ho visto, sono essenzialmente equivalenti. Non solo per assortimento, ma anche per politica di prezzi. Da quanto ho notato, i volumi costano sempre la stessa cifra (e vale anche per le promozioni a tempo).
  • Si possono caricare documenti sul Kindle anche via posta elettronica, con un indirizzo email dedicato. Non sono al corrente di un meccanismo simile per il Kobo (che invece richiede la connessione cablata al computer dove i documenti risiedono).
  • L’indice di un volume sul Kindle ha due livelli gerarchici (cliccando una sezione si può espandere mostrando le sottosezioni), a quanto vedo l’indice del Kobo no. Ma non è un grande problema.
  • Il Kobo ha delle simpatiche statistiche di lettura che intrigano e invitano all’uso, come pure dei “premi” che si sbloccano usando le varie funzionalità. Il Kindle è più sobrio, da questo punto di vista.
  • Il Kindle ha un sistema detto free time, dove si può restringere la libreria a certi volumi, ideale per un bambino o un adolescente. Sul Kobo non ho trovato una cosa simile.
  • Il Kindle ha app per leggere dappertutto. Il Kobo ha app per leggere dappertutto.
  • Il Kobo permette di “targare” dei volumi come “completati” o “da iniziare”, il che semplifica l’uso di librerie consistenti. Misteriosamente, non è possibile targare un libro come “letto” o “da leggere” sul Kindle.
  • Il Kobo ha un comodissimo accesso al servizio Pocket per leggere in forma semplificata delle pagine web. Basta fare login sul Kobo con il proprio account Pocket e si ritrovano lì le pagine salvate, nel formato ideale (ovvero, testo semplficato e poche immagini) per una comoda lettura sul dispositivo. Purtroppo il Kindle non ha niente di analogo in forma nativa (esistono dei sistemi e delle estensioni per browser che emulano la faccenda, ma niente di così immediato).
  • Il Kobo ha una comoda vista “ad istogramma” delle diverse lunghezze dei capitoli. Il Kindle no, ti dice solo quanto manca alla fine di un dato capitolo.
  • Il Kindle ha delle opzioni molto comode per vedere “a volo d’uccello” molte pagine insieme, e per “sfogliare” un dato libro senza perdere il segno. Sul Kobo non le trovo.
  • Il Kindle ha il sistema word wise per aiutare nella compresione dei libri in altre lingue. Sul Kobo non c’è.
  • Ci sono in entrambi i casi le doverose possibilità di evidenziare, annotare e condividere dei brani.
  • Il Kindle mi pare abbia una gestione più granulare nel caso si possiedano diversi device associati ad un unico account.
  • Quello che conta davvero: il Kindle è un ottimo lettore. Il Kobo, invece, pure. Unica cosa che mi sento di consigliare: scegliete un modello che abbia l’illuminazione integrata. Pochi euro in più, ma ben spesi: non stanca la vista come un tablet, ed è davvero troppo, troppo comoda… ;-)