Grazie, Internet, per essere cresciuto insieme a me.

Avevo 18 anni quando, per la prima volta, mi spogliavo davanti a qualcuno. Ci ho fatto l’amore, semi-svestita, con gli abiti sul pavimento e solo la luce della luna ad illuminarci. Quella era la mia prima volta, il mio primo sesso, il mio primo amore, la prima storia nata grazie ad Internet.

Pensandoci, Internet mi ha regalato tante cose: i siti fatti con FrontPage dove scaricavo le immagini di Ranma 1/2, WinMX e i giorni prima di poter scaricare i 3MB della mia canzone preferita, il sito TuttoGratis, la chat C6 di Atlantide (Virgilio) e i miei primi approcci con la gente al di là dello schermo. Per me la rete ha rappresentato sin da subito il mio punto di fuga, la mia finestra verso un mondo diverso, quella porta verso la mia vera casa.

La mia prima volta con Internet è stata come la prima notte di sesso: non sai esattamente cosa stai facendo, ma sai che è intenso, che ti piace, ti coinvolge, che vorrai farlo più spesso. La magia di mandare la prima e-mail al cugino in America, vedere una risposta in così poco tempo, chattare con un ragazzo di Milano, finire sui forum del tuo telefilm preferito e scoprire, a 13 anni, che su Internet ci sono altre regole, che per apprezzarlo bisogna fermarsi e leggere ogni trama, aspettare ogni secondo, pagare ogni minuto, non sprecare nessun attimo di connessione.

E così tornavo da scuola, mi collegavo di nascosto per scaricare le pagine di un forum e rileggerle con calma, poi ricollegarmi per postare la mia risposta, riletta mille volte, studiata dopo ore o giorni ad analizzare ogni intervento degli altri. Scoprivo le pagine web e com’erano fatte, ne studiavo il codice, lo ricopiavo, lo elaboravo. Iniziavo a scrivere, per me e per gli altri. A scaricare sempre più musica, pregando che il download si completasse presto per poter ascoltare la canzone che non passavano spesso in radio.

E poi mIRC, i trivia-bot nel canale, i blog di MSN, i nickname colorati, i tutorial per le scritte glitter con Paint Shop Pro, quelli per le GIF animate che una volta, per farle, dovevi importare il file .AVI su Photoshop, la beta di Gmail, l’ADSL, le community, le fanfiction. Le prime amicizie (che durano ancora), nate dai commenti casuali sugli sfoghi adolescenziali su Splinder, ed i primi amori. Essere guardata come un’aliena perché “internet non è la vita reale” e sporgersi sempre di più dalla finestra, per acciuffare ogni piccolo particolare, tra pixel, bits e veri cuori pulsanti.

Internet mi ha regalato la cultura, un sacco di download illegali (e legali), una miriade di punti di vista diversi tra i quali scegliere, amici da andare a trovare, delle stupende notti di sesso, delle appassionanti storie d’amore. Un rifugio sicuro, un posto dove non importavano le convenzioni sociali della vita offline, ma bastava osservare la netiquette, aiutarsi vicendevolmente, costruire una società virtuale diversa dall’offline.

Quindi caro Internet Italiano, buon compleanno. Grazie per esser cresciuto insieme a me, tra lentezza e velocità, tra innovazioni e tradizioni. Grazie per avermi dato mille opportunità diverse, per non avermi mai fatta sentire sola. Adesso vola, cresci. Ricordati però di non perderti, né confonderti con la cosiddetta “vita reale”. Sei possibilità infinite, sei sogno, sei finestre su ogni angolo del mondo. E tutto questo non ce lo può dare solo un’esistenza ordinaria.


Io continuo a scrivere nei ritagli di tempo tra un lavoro e un altro. Vuoi che scriva più spesso? Vuoi supportare la mia scrittura? Vuoi collaborare con me? Qui sotto ti lascio i modi per farlo.

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